È arrivato. Oggi attraverso un articolo pubblicato sul sito RollingStone.com e attraverso il sito ufficiale, è stato presentato Magic Leap One. Per la prima volta abbiamo inoltre una data di consegna: la “Creators Edition” potrà essere acquistata nel 2018.

Il primo dispositivo è costituito da tre parti: il visore Lightwear, l’unità di calcolo e la batteria contenuti nel Lightpack ed infine il Control, il dispositivo di input.

Lightwear

La parte più importante che costituisce Magic Leap One. Il visore rappresenta infatti il cuore di questa innovativa tecnologia. Ad una prima impressione sembrerebbe sorprendentemente contenuto e voluminoso allo stesso tempo. È composto infatti da numerosi sensori. Ogni centimetro quadrato disponibile è stato utilizzato per la componentistica interna. È in qualche modo nostalgico. Rappresenta il futuro, ma prende spunto dal passato.

Lo si può definire quasi ingombrante. Troppo voluminoso. Non tutti passeggerebbero per le strade indossandolo. Sembra quasi uscito da un film.

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Sembrerebbe comunque comodo da indossare. Rolling Stone lo conferma nel suo articolo: “Gli occhiali erano così comodi che quasi ci si scordava di indossarli”. Sembrano effettivamente molto diversi da tutti gli altri visori attualmente presenti sul mercato. Sono compatti. Tutto su questo prodotto sembra compatto, leggero. Non sono presenti delle strutture ingombranti. Non vengono appoggiati sulle orecchie e sostenuti dal naso, anzi dalle prime immagini la struttura sembrerebbe non avere addirittura le cuffie audio. Tuttavia sempre Rolling Stone ci rassicura che il dispositivo è dotato di “minuscoli altoparlanti di altissima qualità posizionati nelle aste”. Questo significa non poter ascoltare privatamente ciò che si vuole. Un dispositivo quindi rumoroso da indossare. Non si adatta ad essere messo da una parte e dimenticato o ignorato.

È equipaggiato con 6 telecamere, 4 microfoni, 2 altoparlanti, 2 cavi sulla parte posteriore, un’unita di calcolo per l’elaborazione in tempo reale degli oggetti visualizzati tramite il visore, l’eye tracking, il riconoscimento delle gesture e naturalmente due chip fotonici per la proiezione negli occhi dell’utilizzatore del campo luminoso digitale.

Si tratta sicuramente di un primo prodotto di passaggio. Non quindi per tutti. Non ancora abbastanza attraente. Pensato per gli sviluppatori o per chi, di fronte ad un prezzo sicuramente molto alto, vorrà comunque già oggi tramite esso vedere il futuro.

Lightpack

Il Lightpack ha delle dimensioni importanti. È molto più grande di quanto mi aspettassi. Non potrà essere riposto all’interno della tasca. Per questo è stato progettato con una struttura a clip. Con una parte quindi inserita all’interno di una tasca o di una cintura e l’altra all’esterno. L’ingombro di questa unità fa pensare ad un dispositivo in grado di fare molto di più di uno smartphone. Penso inoltre che la maggior parte di esso sia costituito dalla batteria. Anche se così fosse lo spazio disponibile resta comunque maggiore rispetto a quello presente in un tipico smartphone. Sembra quasi che non stiano usufruendo di un hardware mobile. Nella presentazione non si è fatto riferimento ad alcuna specifica tecnica, tuttavia sembra altamente probabile l’utilizzo della tecnologia solitamente utilizzata in un laptop. Potenzialmente dunque ci potremmo aspettare delle potenzialità superiori rispetto a quelle di un iPhone o di un Nintendo.

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Così come per il Lightwear, anche il Lightpack non è stato progettato per essere nascosto. È lì, ben visibile sul tuo fianco, con un cavo che ad un certo punto si divide per collegarsi al visore. Sarà quindi sicuramente interessante scoprire le vere potenzialità del Lightpack.

Control

Control rappresenta una delle diverse modalità di input offerte da Magic Leap One. È costituito da una serie di pulsanti, un sensore di movimento e un touchpad.

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Sembra comodo. Una versione simile, ma nello stesso tempo semplificata, rispetto agli altri controller presenti sul mercato. La vera domanda è quanto sia accurato il controllo tramite sensore di movimento. È allo stesso livello di Vive e Oculus che semplicemente utilizzano un’IMU e quindi molto spesso soggetta a ricalibrazione?

A questa modalità di input aggiungiamo poi l’hand tracking, l’head position, l’input vocale e l’eye tracking, sperando che tutto ciò sia intuitivo ed agevole da utilizzare.

In attesa del prossimo anno

Finalmente sappiamo quindi su cosa Magic Leap ha lavorato in questi ultimi anni e quando sarà disponibile. La prossima fase rappresenterà ovviamente il momento più importante, il momento che decreterà il successo o la sconfitta del prodotto. Un prodotto che ora possiamo comunque vedere e di cui le persone possono parlare.

Ciò che resta da vedere è se la tecnologia è veramente matura, il 2018 è ormai alle porte, non ci resta che attendere.

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Davide Rossi

Ciao! Sono Davide, il webmaster di Magic Leap Blog. Appassionato di tecnologia ma ancor più di innovazione. La mia missione è di tenerti sempre aggiornato su Magic Leap, la startup che rivoluzionerà nei prossimi anni il mondo dei computer.